Entrare nella sede del “Centro di Studio e Documentazione sul Castagno” a Marradi (FI) significa fare un tuffo nel mondo ricco e variegato del marrone. La sede museale è di fronte allo storico Palazzo Torriani, in via Castelnaudary 5, a Marradi, antico borgo che conta 3 mila anime circa, sull’Appennino tosco-romagnolo. 

La location è splendida: si tratta di un palazzo antico, con un grande corridoio centrale, sul quale affacciano alcune stanze adibite a mostre permanenti. Il prodotto oggetto di interesse è il castagno, in quanto frutto ma anche in quanto albero monumentale. 

A tutela di questo importante patrimonio del  territorio di Marradi, è sorta una onlus, che ha come scopo lo sviluppo della ricerca scientifica di base e applicata, la divulgazione delle conoscenze, la formazione colturale e l’acquisizione di tecnologie innovative che apportino in modo diretto o indiretto il miglioramento e la valorizzazione della Castanicoltura italiana da frutto e da legno, promuovendo lo sviluppo sociale ed economico dei territori interessati e salvaguardandone gli aspetti storici e culturali.

Sono raccolte in questa sede museale 8 mostre permanenti. Nella sezione“Pomologica” è possibile osservare le differenti qualità e varietà di prodotto. Vi è poi una sezione dedicata ai poster tematici, che raccontano la diffusione della coltura del castagno nelle diverse regioni d’italia e la differente utilizzazione in cucina del prodotto, con ricette tipiche per ogni territorio. 

I prodotti trasformati sono davvero molti: non solo italiani, esposti anche moltissime qualità di prodotto da paesi stranieri. Alcuni riconoscibili, altri meno. Alcuni tipici delle feste, in Italia (come ad esempio i tradizionali marrons glacès), altri autoctoni, come il miele di castagno di Mirco Camurani. 

Molto interessante la sezione “patriarchi vegetali”, dove viene spiegato al visitatore che i castagni sono veri e propri “monumenti paesaggistici”, la cui longevità è di estrema importanza anche sotto il profilo economico-produttivo, per il rilevante patrimonio genetico di cui sono portatori, avendo attraversato indenni secoli di avversità atmosferiche e cambiamenti climatici. Essi sono giunti fino a noi con un messaggio genetico importantissimo, ovvero la importanza della biodiversità, valore da preservare per le generazioni future. 

Uno dei requisiti fondamentali per annoverare una pianta come monumentale è conoscere la sua età. Esistono due metodi di datazione per gli elementi vegetali, che consentono di attribuire l’età con buona attendibilità. Uno di questi è la dendrocronologia, che si basa sul numero, lo spessore e la densità degli anelli annuali di crescita di alberi secolari o millenari.

Non mancano in esposizione le pubblicazioni sul tema “castagno”, in lingue diverse. Bella la sezione artistico-fotografica, con pregevoli opere di appassionati di pittura e fotografia. Le sculture lignee, ispirate al mondo dei boschi, impreziosiscono l’ambiente. L’oggettistica museale non manca, per la gioia dei più giovani. 

In corso di svolgimento a Marradi (FI), nelle giornate del 14 e 15 settembre 2017, l’ottavo Incontro Europeo della Castagna, detto “Eurocasta”. Al centro dell’attenzione dei partecipanti al convegno le avversità che colpiscono il castagno e i suoi frutti, le problematiche commerciali, la valorizzazione del frutto nella trasformazione industriale e artigianale, il valore nutrizionale e nutraceutico del frutto e altre interessanti tematiche.

Non mancheranno le visite tecniche a castagneti tradizionali dell’Alto Mugello, allo stabilimento Ortofrutticola del Mugello, al Centro di Studio e Documentazione sul Castagno, alle Parcelle Sperimentali del Germoplasma Castanicolo, al Sentiero della Biodiversità nel Castagneto. Cosa ne dite? Che sia arrivato il momento di scoprire il magico mondo del castagno?

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